AL CHIOSTRO DEL BRAMANTE L’ARTE CONTEMPORANEA INVITA A RIFLETTERE SULLE EMOZIONI

Roma – Centinaia di libellule disegnate a mano su carta millimetrata dall’artista romano Pietro Ruffo invitano a lasciarsi avvolgere da uno spazio celeste che offre a chi lo attraversa una sensazione di sollievo.
Qualche sala dopo Laure Prouvost esorta a sganciarci dalle convenzioni quotidiane per abbandonarci all’immaginazione, rapiti da cieli azzurri e nuvole soffici, dove il confine tra sogno e realtà sfuma e le barriere fisiche perdono il loro significato.
Per partecipare a questo viaggio basta sedersi su una sorta di letto a forma di nuvola.
Anche Annette Messager con Pénétration sfida gli stereotipi culturali invitandoci in territori inesplorati. Ma di fronte a questa installazione fatta di immagini manipolate, tessuti colorati che rappresentano parti del corpo umano, organi, muscoli, mani che si intrecciano, l’emozione cambia, forse turbata da un universo interiore complesso. Pinocchio diventa l’eroe universale, metafora di un’umanità fatta di contrasti, il bello e il brutto, il lato oscuro e quello meraviglioso. Come Pinocchio, un altro eroe decaduto si aggira negli spazi del Chiostro. È il supereroe bianco trafitto di Adrian Tranquilli, protagonista di This is not a long song, crocifisso sulla parete, emergente dalla superficie candida come un’icona della cultura pop.


Pietro Ruffo, Ancora qualche millimetro di libertà, 2023 vernice catarifrangente e stampa su pellicola, prodotto e commissionato da DART Chiostro del Bramante | Courtesy l’artista | Foto: © adicorbetta

Fin da quando i supereroi hanno fatto la loro comparsa hanno incarnato il prototipo dell’uomo virile ad ogni costo. Il personaggio di Tranquilli è invece consapevole del peso del suo ruolo, metafora della vulnerabilità che contraddistingue la nostra epoca.
Sono alcuni dei protagonisti che si aggirano tra le stanze di EMOTION. L’arte contemporanea racconta le emozioni, il viaggio che Danilo Eccher porta al Chiostro del Bramante dal 29 novembre 2023 al 7 gennaio. E anche se non sempre ci si riconosce nelle emozioni che gli oltre venti artisti esposti vorrebbero suscitare, la mostra è una buona occasione per interrogarsi sulla propria interiorità. È davvero rabbia (o paura?). Gli insetti presenti, al posto dei fiori, nei sette dipinti di Mat Collishaw, che accolgono soggetti creati dall’intelligenza artificiale, suscitano davvero delusione o sono un invito ad andare oltre le apparenze per indagare il mondo con nuovi occhi?


Mat Collishaw, Senseless Universe, 2023, olio su tela su cornice in legno | Courtesy l’artista | Foto: © adicorbetta

Spetta alle altissime figure di Luigi Mainolfi, nel chiostro esterno, e al fungo alto tre metri di Carsten Höller inaugurare il viaggio. Una “Mappa del mondo per andar via” guida verso l’incanto delle rifrazioni luminose e sonore dell’aurora boreale ricreata dall’opera interattiva di Alessandro Sciaraffa. Basta avvicinarsi al gang per sperimentare la connessione ancestrale con gli elementi della natura prima di dirigersi verso la foresta stregata della Val di Fiemme, protagonista della video installazione di Masbedo (Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni) o verso l’attrazione ipnotica e concentrica dei ludoscopi di neon di Paolo Scirpa. Una sensazione di stupore accompagna la visita alla camera delle meraviglie allestita da Luigi Ontani. “Ermenestetica Marinetti Dannunziazione” è il titolo di un’avventura tra le infinite variazioni dell’arte visiva mentre l’artista si serve dell’erma, forma scultorea antica, rivisititandola in chiave contemporanea. Se Eva Jospin mette le sue emozioni dentro paesaggi e architetture di cartone, il collettivo AES + F in quella che definisce “psicoanalisi sociale” rivela ed esplora i valori, i vizi e i conflitti della cultura globale contemporanea, mentre Subodh Gupta utilizza oggetti per evocare ricordi.


Annette Messager, Pénétration, 2012-2023, elementi in tessuto e fotografie © Annette Messager / ADAGP2023 | Courtesy l’artista e Marian Goodman Gallery | Foto: © adicorbetta

“La verità non è mai un traguardo, ma un lungo e accidentato percorso che non può escludere gli errori e gli inganni. Ogni verità si accompagna al proprio inganno, Abele al suo Caino, ogni esistenza al suo peccato originario. Verità e Inganno sono fratelli siamesi che non si possono separare e l’arte è il metro del loro confronto. Sono gli artisti che agiscono in tale territorio e sono loro che accendono il brivido dell’emozione. EMOTION è un dialogo fitto e inatteso fra verità e apparenza, è il segno di un confronto guidato dalla sorpresa” spiega Danilo Eccher.

L’opera più divertente? Forse i pensieri dell’artista bulgaro Nedko Solakov, depositati sul muro bianco della scala del Chiostro del Bramante. Basta aguzzare la vista e puntare gli occhi verso gli spazi meno prevedibili, dal corrimano all’estremità del muro, dove un ragnetto appare dall’alto. Ci sono personaggi piccolissimi, in posizioni precarie, come a trovare un appiglio nell’instabilità delle imperfezioni delle pareti o del sentire interno. Anche questa volta, attraverso una leggerezza che è solo apparente, l’invito è quello di mettere in discussione le contraddizioni del presente con una dose di umorismo e di profondità.

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