Esce “On Jewels” libro di Giovanni Raspini accompagna il lettore alla scoperta del mondo del gioiello

Il libro rivela il desiderio del designer di lasciare impressa la sua storia e essere maestro d’eccezione per chiunque desideri avvicinarsi al mondo dei preziosi. Concepito come un manuale, racconta la storia della gioielleria e dell’arte orafa, in un continuo confronto tra mondo contemporaneo e studio del passato.

image (1080×1080)

La prima parte è un excursus storico. Si racconta della scoperta dell’oro, quindi della nascita della gioielleria nel 3000 a.C., del- le sperimentazioni con i materiali nobili (oro, argento, platino) e con quelli considerati più poveri come il bronzo, l’ottone e l’“oro delle nonne” (una lega ottenuta dall’unione di oro e rame), d’ispirazione e cambiamento, processi creativi e vecchie lavorazioni.

image (1080×1080)

Raspini racconta della lavorazione a caldo, l’arte della fusione a cera persa o dei metalli preziosi in osso di seppia, e di quella a freddo, lavorando di martello su piccoli frammenti (malleum o maglio, da cui malleabile). “Costruire un gioiello è come costruire una casa in miniatura, ecqulibrata e solida in ogni sua parte. Nel corso del tempo le tecniche si sono perfezionate e evolute, eppure ancora oggi le basi dell’oreficeria sono quelle di sempre“. I gioielli esistono dall’alba dell’umanità, ma saranno gli Etruschi a portare le arti orafe apprese in Oriente in Vetulonia, nella Toscana latina. “Tutto nasce per gioco, un gioco antico come l’infanzia dell’uomo.

image (3840×2550)

Il gioiello deve il suo nome al francese medievale joel (gioco, dal latino iocus)”. Ma come nasce un suo gioiello? Prima viene l’idea, che si concretizza in un disegno o abbozzo di metallo, poi la realizzazione dello stampo in caucciù o resina che con la cottura a caldo si rende vulcanizzato e riproducibile in serie. Si passa poi a fusione e microfusione, i momenti più affascinanti e delicati del processo creativo “che chiedono lo stesso rispetto d’un vulcano in eruzione”. Si costruisce il cosiddetto grappolo, i pezzi vengono saldati separatamente formando una struttura ad alberello nei cui spazi verrà colato il metallo incandescente, si passa poi alla “libe- razione del grappolo” per portare alla luce i pezzi singoli, che con la mola, una ruota abrasiva utilizzata per levigare e lucidare, si portano “al liscio”. Le ultime fasi sono l’assemblaggio, la finitura e il confezionamento.

image (3840×2559)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.