LIGABUE IN MOSTRA A MODENA

Modena – Un contadino di spalle spinge a fatica un aratro trainato da due buoi bianchi su un terreno brullo, mentre un paesaggio verdeggiante e una città appaiono in lontananza.

Su un’altra tela un castello con guglie e banderuole al vento, al centro di un lago, allude forse al nostalgico ricordo della natia Svizzera. E poi zebre, leonesse, cruente scene di caccia, la lotta tra un ghepardo e un serpente, volpi con in bocca il bottino, una scena circense con i domatori circondati da leoni con le fauci spalancate.
Feroce, visionario, a tratti tragico, l’universo di Antonio Ligabue si mostra a Modena in tutta la sua struggente bellezza. La lotta per la sopravvivenza dove la vittima soccombe al carnefice e viene sacrificata cede alle scene di lavoro nei campi che vedono protagonisti i contadini e le bestie, uomini sgraziati che sembrano sfumare nell’animale.

Dal 16 settembre al 5 febbraio il percorso dal titolo Antonio Ligabue. L’ora senz’ombra. Il riconoscimento come artista e come persona promosso da La Galleria BPER Banca in collaborazione con la Fondazione Palazzo Magnani sbarca a Modena in occasione di festivalfilosofia di cui BPER Banca è main sponsor, quest’anno dedicato alla Giustizia e quindi fortemente connesso con la vicenda biografica dell’artista, dall’esilio dalla Svizzera fino ai ricoveri forzati in ospedale psichiatrico.


Antonio Ligabue, Volpe in fuga, 1948, Olio su tavola di faesite, 75 x 60 cm 

Negli spazi della Galleria BPER Banca il curatore Sandro Parmiggiani affida a quattro importanti dipinti appartenenti alla collezione d’arte di BPER Banca il compito di guidare l’esposizione che si arricchisce di opere provenienti da collezioni private.
Dalle lotte senza tregua tra gli animali selvaggi agli autoritratti, fino alle scene di lavoro nei campi, dove si fondono realtà dello sguardo e memorie della patria perduta, il pubblico è invitato a gustare un percorso espositivo inclusivo, progettato con il contributo di Andrea Isola, che abbraccia una ventina di dipinti realizzati tra il 1929 e novembre del 1962, ultimo periodo di attività dell’artista, impossibilitato a dipingere per motivi di salute.


Antonio Ligabue, Aratura con i buoi, 1953-54, Olio su faesite, 645 x 545 cm, Collezione BPER 

“Se si guarda nell’insieme all’opera di Ligabue – scrive il curatore Parmiggiani – ci si rende conto che lui è essenzialmente un artista tragico, che della vita ha spesso rappresentato l’aspetto più drammatico e doloroso: la lotta per sopravvivere o per affermarsi, in cui una vittima soccombe al carnefice e viene sacrificata. Certo, ci sono anche le scene di lavoro nei campi, con i contadini e il bestiame, e gli animali domestici, ma nei suoi autoritratti la visione tragica si esercita prima di tutto su di sé, sull’uomo sgraziato, che pare avere qualche punto di tangenza con l’animale. In fondo, Ligabue vedeva gli animali, quelli domestici e quelli feroci, come una parte costitutiva, essenziale, del creato, che lui si impegnò a salvare in una sorta di “arca pittorica”, convinto che anche in essi palpitasse un’anima e che fossero parte essenziale, assieme alla vegetazione, del creato”. Così, come spiega il curatore, “Antonio sembra precipitare, per gran parte della sua vita, in un baratro di dolore e di solitudine, all’interno del quale è costretto a condurre la maggior parte della sua esistenza. Non cede mai, tuttavia, alla tentazione della resa, della recisione del legame con l’esistenza, del “rifiuto della vita”, quando si arriva a scegliere un distacco risolutorio dalle sofferenze quotidiane. Cerca sempre, invece, di risalire faticosamente lungo le pareti scivolose di quell’abisso, costantemente alla ricerca di una dignità e di un riconoscimento che lui sente essergli dovuti”.


Antonio Ligabue, Ritorno dai campi con paesaggio svizzero, 1955-57, Olio su tavola di faesite, 93 x 77 cm, Collezione BPER Banca

Tra le opere della corporate collection di BPER Banca il pubblico riconoscerà Leonessa con zebra (1959-60) e Autoritratto con cavalletto (1954-55). Quest’ultima ritrae lo stesso artista nell’atto di dipingere un gallo in aperta campagna, dove la natura, al pari del pittore, è ritratta in tutta la sua primordiale vitalità. Tra le opere in arrivo da collezioni private, Caccia grossa (1929), nella quale Ligabue si ritrae mentre contempla una delle sue scene di lotta per la vita, e Leopardo con serpente (1937), emblema della privazione della libertà che anche il maestro sta subendo, e infine Autoritratto con mosche (1956-1957), aperta allusione alla fine della vita.

La mostra si potrà visitare gratuitamente dal 16 settembre al 5 febbraio 2023 venerdì, sabato e domenica dalle 10 alle 18. In occasione di festivalfilosofia la pinacoteca sarà aperta venerdì 16 e sabato 17 settembre dalle 9 alle 23, domenica 18 settembre dalle 9 alle 21. Chiusura natalizia: 23, 24 e 25 dicembre 2022 e 30, 31 dicembre e 1° gennaio 2023. informazioni sul sito de La Galleria BPER.


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