DA DAVID HOCKNEY A DAMIEN HIRST, LA SCENA CONTEMPORANEA BRITANNICA SI SVELA A ROMA

Roma – Dopo il successo della mostra dedicata al media-artist Quayola, Palazzo Cipolla si conferma un sicuro punto di riferimento per i fan del contemporaneo nella Capitale. Dal centro di Roma, il prossimo appuntamento espositivo ci trasporterà infatti nel cuore della scena artistica britannica, tra le più vivaci e influenti a livello globale, in compagnia di 13 artisti di primissimo piano. Da Anish Kapoor a Damien Hirst, dal novantacinquenne David Hockney al poco più che quarantenne Idris Khan, passando per Tony Cragg, Michael Craig-Martin, Sean Scully, Julian Opie, Grayson Perry, Yinka Shonibare, Jake e Dinos Chapman, Mat Collishaw, Annie Morris, London Calling. British Contemporary Art Now esplorerà il panorama multiforme dell’arte made in UK  lungo i decenni e attraverso cinque generazioni, a partire dalla magica stagione degli anni Sessanta, che decretò l’affermazione di Londra come capitale del contemporaneo.


Damien Hirst, Beautiful totally out of this world painting, 2005. Smalto lucido con farfalle su tela, Ø 213 cm. Private Collection © Damien Hirst and Science Ltd. All rights reserved by Siae 2022

Saranno più di trenta le opere in mostra dal 17 marzo al 17 luglio a Palazzo Cipolla, scelte dai curatori Maya Binkin e Javier Molins in collaborazione con gli stessi artisti e con il supporto di grandi gallerie e collezioni internazionali come Gagosian, Lisson Gallery, Victoria Miro, Thaddaeus Ropac, Sean Kelly e Tim Taylor Gallery.

Come suggeriscono già i nomi degli artisti selezionati, l’esposizione romana sarà un viaggio a 360 gradi nella produzione britannica più recente, attraverso un’ampia varietà di linguaggi, stili, tecniche e approcci alla pratica artistica: accanto a dipinti, sculture e disegni, troveremo infatti video installazioni, fotografie, opere in ceramica e molto altro. Ugualmente vasta la selezione di temi e spunti, che spaziano dal corpo alla politica, dalle questioni di genere alle sperimentazioni e alla riflessione sull’arte stessa, tra incursioni nel quotidiano, domande sul destino dell’uomo, prospettive inattese su fenomeni come le migrazioni o la violenza e trame in grado di connettere le arti visive con la musica e con la letteratura.


Idris Khan, Once more to this star, 2022. Tre lastre di vetro stampate con inchiostro a olio blu di Prussia, alluminio, gomma, 165x140x18 cm I Courtesy the Artist and Sean Kelly Gallery, New York

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