A BERNA UN NUOVO SGUARDO SU GABRIELE MÜNTER, PIONIERA DELL’ARTE MODERNA

Mondo – “Se guardi da vicino i miei dipinti, troverai in essi l’artista”.
E infatti eccola Gabriele Münter, tra le donne dei suoi lavori, immerse nella lettura, intente a leggere, fumare, sognare a occhi aperti, muovendosi tra disegni e pitture con il loro rivoluzionario atteggiamento (a quell’epoca riservato ai soli uomini), raramente portato sulla tela da un’artista.
Olga, Aurélie, figure femminili avvolte in bluse dai colori accesi vorticano in un universo di case brillanti o paesaggi d’inverno.
Alcune sono intente a scrivere, altre sono ritratte in ascolto, come in ascolto dei tempi si pose Münter, pittrice espressionista tedesca, compagna di Vasilij Kandinskij, e fondatrice, assieme a Franz Marc, del movimento artistico espressionista Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro). Anche se il suo nome, in quanto donna, in un universo professionale dominato da soli uomini, passò in sordina, e lei, pioniera non riconosciuta dell’arte moderna, rimase a lungo nell’ombra.
Con Kandinskij si erano conosciuti presso la scuola progressiva “Phalanx” di Monaco, di cui l’artista era direttore e dove Gabriele studiò scultura, pittura e incisione. Il pittore russo fu il primo insegnante a prendere sul serio le capacità pittoriche di Münter. Nell’estate del 1902 la invitò a unirsi a lui nei suoi corsi di pittura estivi sulle Alpi e il loro rapporto divenne più personale che professionale, nonostante Kandinskij fosse già sposato.


Gabriele Münter, Zwei in Burnus verhüllte Gestalten mit Esel vor einem Ladencafé, Tunesien, Winter 1905, 46 x 34.5 cm, Gabriele Münter- und Johannes Eichner-Stiftung, München © 2021, ProLitteris, Zürich

Donna audace, moderna, fotografa e pittrice, Münter seppe cogliere e sperimentare senza freni il nuovo che avanzava, vivendo oltre le rigide convenzioni che la società di primo Novecento imponeva.
Ed è per questo che, in un mondo professionalmente dominato dagli uomini, diede vita a uno sfaccettato corpus di opere, sviluppando in sei decenni un suo potente linguaggio pittorico.
A ripercorrerlo sarà, a partire dal 29 gennaio, e fino all’8 maggio, la retrospettiva Gabriele Münter. Pioneer of Modern Art, la prima che il Zentrum Paul Klee di Berna dedica alla co-fondatrice del Blaue Reiter con opere provenienti dalla Fondazione Gabriele Münter e Johannes Eichner di Monaco.

A tracciare i momenti più significativi della vita e della carriera dell’artista saranno stampe, dipinti, disegni e parte del suo immenso lavoro fotografico. Potenti scatti diventano preziosi testimoni dei suoi numerosi viaggi, intrapresi a partire dal 1898, a soli 21 anni, quando, assieme alla sorella, decise di raggiungere l’America dove sarebbe rimasta per oltre due anni, viaggiando principalmente in Texas, Arkansas e Missouri. Seguono l’avventura in Tunisia con Wassily Kandinsky tra il 1904 e il 1905, testimoniato in mostra da suggestivi scatti, e ancora i soggiorni in Francia, a partire dal 1906.


Gabriele Münter, Dame im Sessel, schreibend (Stenografie. Schweizerin in Pyjama), 1929, 46.2 x 61.5 cm, Gabriele Münter – und Johannes Eichner-Stiftung, München © 2021, ProLitteris, Zürich

Nelle composizioni pittoriche di questi anni sono già evidenti i temi centrali che accompagneranno Münter durante il suo intero percorso artistico. Protagonisti dell’avventura americana, i parenti di Gabriele, le loro case e luoghi di lavoro, ma anche navi, treni a vapore, montagne russe. Molte delle sue fotografie di paesaggio rivelano il suo interesse nel giocare con distanza e prospettiva e la ricerca di una precisa disposizione degli oggetti all’interno dello spazio pittorico.
Nel suo viaggio in Tunisia a incuriosirla sono invece le superfici geometriche degli edifici, le finestre, gli archi e gli ornamenti, o ancora i turisti, che racchiude anche in disegni e schizzi a olio.

Come molte sue coetanee, Gabriele Münter fu a lungo relegata in un cantuccio della storia dell’arte e la qualità del suo lavoro si ridusse prevalentemente ai circa dodici anni trascorsi con Kandinsky.
L’ampia retrospettiva al Zentrum Paul Klee cerca di correggere questo punto di vista, andando oltre il cliché che la vuole incollata all’immagine di “compagna di Kandinskij” e portavoce dell’Espressionismo tedesco, presentando Gabriele Münter non solo come un’autorevole protagonista dell’avanguardia, ma anche come artista estremamente versatile, indipendente e sperimentale.
Soggetti senza tempo, frutto di un linguaggio pittorico espressivo, si intrecciano ad architetture e paesaggi, toccando temi attuali come la tecnologia e le macchine. Il suo iniziale stile impressionista viene meno a partire dal 1909, durante il suo soggiorno a Murnau, nel sud della Baviera, dove trascorse gran parte della vita.


Gabriele Münter, Der blaue Bagger, 1935-1937, 92.5 x 60.5 cm, Gabriele Münter- und Johannes Eichner-Stiftung, München © 2021, ProLitteris, Zürich

Il suo linguaggio perde via via il carattere espressionista e la tavolozza si fa più naturalistica. Fortemente influenzata da Matisse e dal fauvismo, da Gauguin e van Gogh, il suo lavoro diventa più rappresentativo. I paesaggi dipinti a Murnau, insoliti nel loro uso di blu, verde, giallo e rosa per evocare sentimenti, celebrano una natura dai tratti fantasiosi e in opposizione al modernismo tedesco. I colori diventano più luminosi, dipinti piatti, con la pennellata che resta visibile.

Un particolare gruppo di opere è costituito in mostra dai lavori grafici realizzati a Parigi tra il 1906 e il 1907, che sorprendono con il loro linguaggio pittorico moderno, con le loro linee chiare e ridotte a colori freschi che ricordano le opere della Pop Art. I ritratti successivi, specie i disegni degli anni Venti, si popolano di donne che scrivono, leggono, fumano, sognano ad occhi aperti, attività allora attribuite esclusivamente agli uomini.

Nel 1911, con l’istituzione della Der Blaue Reiter, l’opera di Gabriele Münter cambia ancora una volta stilisticamente. Si fa forte l’interesse nel dipingere lo spirito della civiltà moderna, la sua tendenza verso il materialismo e l’alienazione. Mentre gli espressionisti tedeschi deviano verso l’arte primitiva come modello di astrazione, cercando il mistero nascosto dietro la forma esterna, Münter scruta piuttosto l’anima delle cose, mettendola a nudo.

Il percorso espositivo rivela come l’artista si sia mossa assecondando il battito del tempo, non solo dal punto di vista dello stile, ma anche del contenuto. La mostra al Zentrum Paul Klee offre l’opportunità agli spettatori di immergersi per la prima volta, e in maniera completa, nell’opera contemporanea di una delle più importanti voci del XX secolo.
Il percorso è accompagnato da un ricco programma di supporto, da tre conversazioni con esperti e da una mostra interattiva nel museo per bambini Creaviva.


Gabriele Münter, Stillleben vor dem gelben Haus, 1953, 54.5 x 46.5 cm Gabriele Münter- und Johannes Eichner-Stiftung, München © 2021, ProLitteris, Zürich

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