Haute Couture Primavera-Estate 2022 di CHANEL

La sfilata Haute Couture Primavera-Estate 2022 di CHANEL, immaginata da Virginie Viard, si è svolta al Grand Palais Éphémère, in una cornice disegnata da Xavier Veilhan. Sébastien Tellier, autore-compositore e amico della Maison, ha eseguito una serie di brani inediti appositamente composti per l’occasione su strumenti di grandi dimensioni, e il Cristal Baschet, raro organo in cristallo dello Studio Venezia esposto al Padiglione francese alla cinquantesettesima Biennale di Venezia nel 2017.

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“L’idea per la scenografia dello show è nata da un desiderio di lunga data di lavorare con Xavier Veilhan. I suoi riferimenti al costruttivismo mi ricordano quelli di Karl Lagerfeld”, afferma Virginie Viard. “Mi piace questa somiglianza di spirito tra noi, ora e nel tempo. Oltre a creare il dècor dello show con i suoi riferimenti alle avanguardie degli anni ’20 e ’30, Xavier ha voluto lavorare con Charlotte Casiraghi. Il suo universo artistico è pieno di cavalli e Charlotte è un’abile cavallerizza”. Charlotte Casiraghi apre lo spettacolo a cavallo, indossando una giacca Chanel in tweed nero e paillettes, mentre Sébastien Tellier suona strumenti oversize immaginati dall’artista. “Xavier e Sébastien sono amici. Insieme a Charlotte, formano il tipo di famiglia CHANEL di cui mi piace circondarmi”. spiega Virginie Viard, Direttore Creativo della Maison Chanel

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Tante balze, frange, macramè, pizzi luminosi, tweed cangianti, bottoni gioiello colorati”. Anche la femminilità, con una giacca di tweed rosa a righe bianche, cinturini composti da una treccia bianca ricamata con perline o catene d’argento, Mary-Janes bicolore con tacchi ispirati agli anni ’20 rivisitati fino agli anni ’80, e ricami finemente geometrici, come a riecheggiare l’interior.

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“Uno dei cui pezzi chiave è un abito interamente ricamato da Lesage , uno dei partner artigiani storici della Maison, con camelie costruttivista in perline nere, bianche e corallo, indossato con una giacchetta nera”, sottolinea Virginie Viard prima concludendo: “Questi riferimenti appartengono anche a Gabrielle Chanel, ovviamente. È come una conversazione che attraversa il tempo” conclude Virginie.

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