13 MOSTRE DA NON PERDERE NEL 2022

Che vi piacciano gli old master, il contemporaneo o le avanguardie, troverete la mostra che fa per voi: la scena espositiva italiana si rimette in moto per il nuovo anno con novità pronte a sorprendere nelle metropoli come in provincia. Accanto ai progetti dedicati ad artisti iconici come Van Gogh o Kandinskij, troviamo stuzzicanti mostre tematiche incentrate sul passato e sul presente, preziose collezioni che si svelano, straordinari artisti da riscoprire. Gli Impressionisti  tornano a grande richiesta, i Surrealisti scalano le classifiche, le donne restano sotto i riflettori, mentre il maestro Antonio Canova riceve gli omaggi del mondo dell’arte per un importante anniversario.
Tiziano Vecellio, Claude Monet, Max Ernst, Bill Viola, Hieronymus Bosch sono alcuni dei nomi di cui sentiremo parlare durante l’anno appena iniziato. Scopriamoli tutti.


Caspar David Friedrich, Le bianche scogliere di Rügen, 1818. Olio su tela. Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart I © SIK-ISEA Zurigo. Foto Philipp Hitz

• Dai romantici a Segantini. Storie di lune e poi di sguardi e montagne. Capolavori dalla Collezione Oskar Reinhart. Dal 29 gennaio al 5 giugno a Padova, presso il Centro San Gaetano
È un inno alla natura la prima tappa di Geografie dell’Europa, un ciclo di grandi mostre che il curatore Marco Goldin dedica alla pittura tra Ottocento e Novecento. “Un’avventura della forma, tra paesaggi meravigliosi e ritratti altrettanto significativi” attende i visitatori dell’esposizione padovana, che porterà in Italia quasi 80 gioielli della prestigiosa collezione svizzera di Oskar Reinhart. oggi appartenente alla rete del Kunst Museum di Winterthur. E la Svizzera, insieme alla Germania, è anche il cuore di quella fascinazione per la natura che colpisce i pittori ottocenteschi. Dai paesaggi sublimi del Romanticismo alla rivoluzione ottica del Divisionismo, passando per le tendenze realiste, ammireremo capolavori di Friedrich, Böcklin, Hodler, Wolf, Segantini, nonché di Giovanni Giacometti, padre di Alberto.


Ettore Tito (Castellammare di Stabia, 1859 – Venezia, 1941), Con la rosa tra le labbra, Collezione privata

• Donne nell’arte. Da Tiziano a Boldini. Dal 22 gennaio al 22 giugno a Brescia, Palazzo Martinengo
Per secoli le donne sono state in cima alla classifica dei soggetti più amati da artisti e committenti. Come è cambiato nel tempo il modo di rappresentarle? Quali sogni, storie, realtà legate all’universo femminile è in grado di comunicare un dipinto? Lo scopriremo a Brescia dal 22 gennaio, in un viaggio lungo 400 anni di pittura. Spaziando da Tiziano e Artemisia Gentileschi all’Ottocento di Francesco Hayez e Giovanni Boldini, fino a Gustav Klimt, ci ritroveremo faccia a faccia con personaggi noti e bellezze senza nome, corpi quasi tangibili e miti inafferrabili, dee, dame, popolane, lavoratrici, femme fatale, signore anticonformiste, ciascuna con una storia da raccontare.


Gustave Courbet, La spiaggia a Trouville, 1865 circa, Olio su tela, 41x 34 cm, Collection Association Peindre en Normandie, Caen

• Monet e gli Impressionisti in Normandia. Dal 4 febbraio al 5 giugno a Trieste, Museo Revoltella
Luci e paesaggi della Normandia hanno ispirato pittori di epoche e tendenze diverse. Ma è con gli Impressionisti che il suo mix unico di terra, acqua e luce raggiunge l’apice della fama. A Trieste settanta dipinti ne ripercorrono l’epoca d’oro, mettendo a confronto maestri come Pierre-Auguste Renoir, Claude Monet, Gustave Courbet, Eugène Delacroix e ricostruendo la fitta trama di scambi e collaborazioni che lega gli artisti dell’Ottocento francese. In mostra i capolavori della Collezione Peindre en Normandie, tra le più rappresentative del periodo impressionista, ma anche prestiti prestigiosi dal Belvedere di Vienna, dal Marmottan di Parigi, Musée Eugène-Boudin di Honfleur e da esclusive raccolte private.

• Crazy. La follia nell’arte contemporanea. Dal 18 febbraio 2022 all’8 gennaio 2023 a Roma, Chiostro del Bramante 
L’arte, come la follia, rifiuta ogni schema precostituito e si ribella alle costrizioni. Ne avremo presto una prova al Chiostro del Bramante nel nuovo progetto da Danilo Eccher, con un’esplosione di creatività contemporanea pronta a sconvolgere gli spazi interni ed esterni dell’iconico edificio rinascimentale. Se i pigmenti coloratissimi di Ian Davenport colano sulle scale, un ambiente di Gianni Colombo mostra come l’arte possa modificare radicalmente la nostra percezione dello spazio. Dai neon di Alfredo Jaar alle installazioni di Fallen Fruit, dal Novecento di Lucio Fontana alle estetiche post-coloniali di Yinka Shonibare, una violenta onda d’urto invade ogni stanza, mescolando i generi tra audaci salti espressivi.


Claude Monet, Lo stagno delle ninfee, 1917-1919 circa, Olio su tela, 130×120 cm, Parigi, Musée Marmottan Monet, lascito Michel Monet, 1966 Inv. 5165 © Musée Marmottan Monet, Paris / Bridgeman Images

• Monet. Capolavori dal Musée Marmottan Monet di Parigi. Dall’11 febbraio al 22 maggio a Genova, Palazzo Ducale
Per i fan di Monet il Musée Marmottan di Parigi è un autentico luogo di culto, con la più vasta collezione al mondo dedicata al maestro impressionista. Ben 50 capolavori, alcuni dei quali finora mai ceduti in prestito, illustreranno al pubblico genovese la sua pittura intessuta di luce. Ci saranno, in particolare, le opere a cui il pittore teneva di più, che conservò fino alla morte nella sua casa di Giverny. Ammireremo Ninfee e salici piangenti, il leggendario ponte giapponese e Le rose, l’ultima magica opera dell’artista, ma anche i tanti paesaggi catturati durante le passeggiate nella campagna francese, sensibili alle variazioni atmosferiche in ogni stagione e ora del giorno.


Tiziano Vecellio e bottega, Marte, Venere e Amore, 1555 – 1560 circa, olio su tela. Vienna, Kunsthistorisches Museum

• Tiziano e l’immagine della donna. Dal 25 febbraio al 5 giugno a Milano, Palazzo Reale
Veneri dall’incarnato splendente, dame aristocratiche, cortigiane raffinate si preparano a incantare il pubblico di Palazzo Reale in una grande mostra nata dalla collaborazione con il Kunsthistorisches Museum di Vienna. Nel Cinquecento a Venezia l’immagine femminile acquista un’importanza mai vista prima nella storia dell’arte: merito di artisti eccezionali, ma anche dello status acquisito dalle donne della Serenissima. è questo il punto di partenza di un viaggio che, seguendo il filo della bellezza e della seduzione, esplora l’immaginario di un’epoca in cui la pittura veneta brilla nel panorama europeo. In arrivo gioielli di Tiziano come Marte, Venere e Amore o il Ritratto di Isabella d’Este, ma anche preziose tele di Tintoretto, Paolo Veronese, Palma il Vecchio, legati da una morbida trama di luce, colore e sensualità. In controluce, la società della Venezia cinquecentesca, in un’indagine che tocca costumi, interessi economici, vita quotidiana e modelli di bellezza.


Vasilij Kandinskij, Blue Crest / Cresta azzurra, 1917. The State Russian Museum, San Pietroburgo © 2021. Foto Scala, Firenze

• Vasilij Kandinskij. Dal 26 febbraio al 26 giugno a Rovigo, Palazzo Roverella
Dallo State Russian Museum di San Pietroburgo ed esclusive collezioni private internazionali, una galleria di capolavori approda a Rovigo per delineare un ritratto completo del padre dell’Astrattismo. Dai primi passi a Mosca agli studi a Monaco di Baviera, dalla fondazione del mitico Cavaliere Azzurro alla messa a punto di un linguaggio inedito dove forme e colori si svincolano dalla realtà, ogni fase della ricerca di Kandinskij trova cittadinanza nelle sale di Palazzo Roverella. L’influenza della musica e del folklore russo, i simbolismi, la tensione verso lo spirituale, l’insegnamento alla scuola del Bauhaus, le ipotesi pionieristiche sul legame tra l’arte e le emozioni sono alcuni degli spunti da seguire lungo il percorso della mostra.


Bill Viola, Martyrs series – Water Martyr, 2014. Colour high-definition video on flat panel display mounted vertically on wall. Executive producer: Kira Perov. Performer: John Hay. Photo by Kira Perov © Bill Viola

• Bill Viola. Icons of Light. Dal 5 marzo a Roma, Palazzo Bonaparte
Il pioniere della videoarte statunitense torna in Italia con dieci grandi installazioni per raccontare 40 anni di carriera. Vita e morte, passato e presente, Oriente e Occidente dialogano in un percorso intimo ad alto tasso di spiritualità, ripercorrendo le innumerevoli sperimentazioni portate avanti da Viola nel segno dell’elettronica. Tra le opere più attese, Ascension e Water Portrait, entrambe degli anni Duemila: un invito a immergersi con tutti i sensi nelle suggestioni dell’arte e a instaurare con il video un rapporto profondo e personale.


Antonio Canova, Amore e Psiche stanti, 1796-1800. Gesso multiplo 1:1. Collezione privata, Veneto

• L’Ottocento svelato. Da Canova al Romanticismo. Dal 25 marzo al 26 giugno a Treviso, Museo del Bailo
Nel 2022 saranno molti gli eventi pensati per celebrare il bicentenario dalla morte di Antonio Canova, specie in Veneto, la sua terra d’origine. Mentre al Museo Civico di Bassano del Grappa è già in corso la mostra dedicata alla bellissima Ebe, il Museo del Bailo di Treviso inaugura l’anno a fine marzo riunendo nella nuova Galleria Canova prestiti eccellenti. Ospite d’onore sarà il gesso di Amore e Psiche stanti, in arrivo da una collezione privata, che servì al maestro per scolpire il celebre marmo del Louvre. E poi il prezioso bozzetto delle Tre Grazie, l’edizione integrale di tutte le incisioni dell’artista, i calchi della sua mano e del suo volto, il Ritratto dal vivo di Thomas Lawrence, insieme ad altri pezzi rari e preziosi. Aspettando la grande mostra Canova e l’Europa, che a ottobre 2022 celebrerà lo scultore a Bassano.


Max Ernst, La vestizione della sposa (La Toilette de la mariée), 1940. Olio su tela, 129,6×96,3 cm. Collezione Peggy Guggenheim, Venezia (Fondazione Solomon R. Guggenheim, New York) 76.2553 PG 78

• Surrealismo e magia. La modernità incantata. Dal 9 aprile al 26 settembre a Venezia, Collezione Peggy Guggenheim
Come sciamani, i surrealisti si avventurano nei territori più reconditi della psiche umana, portando alla luce visioni, tabù ed emozioni sopite. Dopo le dirompenti scoperte di Freud sull’inconscio, i sogni conquistano anche l’arte, obliterando il confine tra realtà e magia. Sono queste le suggestioni alla base della grande mostra in programma per questa primavera a casa di Peggy Guggenheim, nutrita da meraviglie provenienti da 40 importanti musei internazionali. In arrivo una sessantina di opere firmate da artisti come René Magritte, Salvador Dalì, Max Ernst, Yves Tanguy, Giorgio De Chirico, Leonor Fini, Leonora Carrington, Dorothea Tanning.

• Max Ernst. Bellezza e bizzarria. Dal 6 ottobre 2022 al 26 febbraio 2023 a Milano, Palazzo Reale
Max Ernst rappresenta uno dei volti più intriganti della pittura surrealista, eppure in Italia non ha mai avuto una mostra tutta per sé. Rimedieremo il prossimo autunno con un ricco progetto in programma a Milano, dove circa 200 opere – tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, libri e perfino gioielli – sveleranno i molteplici volti di un artista poliedrico. Pictor doctus, profondo conoscitore e visionario interprete della storia dell’arte, della filosofia, della scienza, nel progetto della curatrice indipendente Martina Mazzotta e di Jürgen Pech, Chief Curator del Max Ernst Museum Brühl des LVR, il fantasioso maestro tedesco si presenta come un umanista neo-rinascimentale dalle mille, sorprendenti risorse.


Vincent Van Gogh, Autoritratto, inverno 1886-87. Kröller-Müller Museum, Otterlo I Courtesy Arthemisia

• Van Gogh. Dal 10 ottobre a Roma, Palazzo Bonaparte
Dopo Van Gogh – Alive, che nella stagione 2016-2017 ha portato a Palazzo degli Esami capolavori come la Notte StellataCampo di grano con corvi o la Stanza di Vincent ad Arles in versione virtuale, il pubblico romano ha buone speranze di tornare presto ad ammirare dal vivo i quadri del pittore olandese. Organizzata da Arthemisia, quella di Palazzo Bonaparte si preannuncia come una grande mostra da non perdere. Nelle sale affacciate su Piazza Venezia che ospitarono la madre di Napoleone, i colori di Van Gogh brilleranno dall’inizio del prossimo autunno in un percorso ancora top secret.

• Hieronymus Bosch e l’Europa meridionale. Dal 9 novembre 2022 al 12 marzo 2023 a Milano, Palazzo Reale
Visioni a dir poco bizzarre si affacciano dai quadri di Hieronymus Bosch, colpendo la fantasia degli spettatori come in pochi altri casi. Come mai il maestro fiammingo partoriva inquietanti mondi paralleli, proprio mentre gli altri artisti erano impegnati a indagare come non mai la realtà del “qui e ora”, i fenomeni della natura, l’uomo al centro di tutte le cose, nel rigoglio del Rinascimento? Perché la sua arte piacque così tanto ai collezionisti dell’epoca? Frutto di approfondite ricerche, la mostra di Palazzo Reale esplora il cosiddetto “anti-Rinascimento” di Bosch, mettendo in luce per la prima volta i suoi legami con opere di artisti italiani e spagnoli, come El Greco, Savoldo e perfino Tiziano.

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