Quintessentially Louis Vuitton

Nell’arco di una carriera lunga sessanta anni, segnata da progetti architettonici di straordinaria complessità e leggerezza, al tempo stesso immediatamente riconoscibili e sempre sorprendenti, Frank Gehry non aveva mai disegnato il flacone di un profumo. L’ha fatto ora, per la collezione Les Extraits di Louis Vuitton, ispirandosi ancora una volta al guizzo di un pesce, al dispiegarsi delle vele di un vascello, al mutamento di forma di una nuvola, proprio come era successo per la Walt Disney Concert Hall di Los Angeles, l’Experience Music Project di Seattle, il Guggenheim di Bilbao o la Fondation Vuitton a Parigi. Il risultato? Un flacone scultoreo, costruito su uno spigolo e un movimento ascensionale, simile, come sottolinea lui stesso, alle maquettes di pesci del suo studio, culminante in un tappo costruito con un foglio di alluminio trattato come un tessuto, un’ode alla fluidità del movimento come il dispiegarsi di una vela al vento, «non una forma geometrica finita, ma in movimento».

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Un flacone fatto per catturare la luce, e che cambia a seconda della luce, proprio come i suoi edifici. «Condivido con Gehry il desiderio di creare squilibri che potrebbero diventare equilibri, contrasti, linee trasversali tra ciò che non è apparentemente compatibile», sottolinea Jacques Cavallier Belletrud, parfumeur maison LV. «Per reinventare l’idea di estratto (la forma più preziosa e concentrata di profumo) è importante rivelare la verità essenziale di ogni singolo ingrediente, riconnettendolo, dopo averne eliminato gli aspetti superflui, all’idea di seduzione. L’estratto è la quintessenza di un profumo. Con questa collezione ho voluto rivisitare le grandi famiglie: i floreali, i chypre, gli ambrati, dar loro un twist, ampliarle, esagerarne certe sfaccettature, rivelarne la purezza, renderle più avvolgenti e soft, immaginando una freschezza persistente e una sensualità delicata». Dancing Blossom è un bouquet di gelsomino sambac, rosa di maggio, osmanto e tuberosa, dove la rosa ha la freschezza del limone. Cosmic Cloud unisce muschi fruttati, patchouli e la voluttà gourmand, “cioccolatosa”, della fava tonka del Venezuela. Rhapsody è una (sublime) reinvenzione del chypre, un landscape esotico di gelsomino grandiflorum, patchouli, maté, vetiver, vaniglia e ylang ylang. Symphony ha una rotondità vellutata che si fonde con l’idea di colonia, Stellar Times è un orientale contemporaneo, un esercizio sull’ambra, a metà tra l’ambra grigia dell’oceano e l’ambra classica della profumeria, vanigliata e resinosa.

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