IN VIAGGIO TRA LE BELLEZZE D’ITALIA CON LA MOSTRA DIGITALE DI ENIT

Si entra con un clic. E poi via, su e giù per l’Italia degli anni Trenta e Sessanta, tra feste di paese e bellezze al bagno, donne sedute a chiacchierare davanti ai trulli, Dolomiti imbiancate e spiagge sferzate dal sole.
Un tassello di storia italiana corre lungo la mostra virtuale di Enit. L’Agenzia Nazionale del Turismo apre i cassetti del suo archivio storico per raggiungere il pubblico un’esposizione totalmente digitale, dal titolo Enit e l’Italia. Una gran bella storia. La mostra non ha orari né biglietti. Per vederla basta andare sul sito e compiere, in svariati clic, un salto spazio-temporale dalla Sicilia alla Valle d’Aosta, dalle riviera ligure alla Sardegna, tra abitudini e riti di un’Italia tutta da ricordare.
Ci muoviamo attraverso le quattro sezioni tematiche di questo viaggio, con la possibilità di consultare, ad ogni sala, brochure e didascalie, di avvicinarci alle opere, svoltare, tornare indietro. La prima sezione racconta la nascita dell’Enit, nel novembre 1919, e gli sviluppi dell’Agenzia Nazionale del Turismo fondata per promuovere l’Italia all’estero come destinazione turistica d’eccellenza. Nella seconda parte trova ritroviamo una selezione di manifesti storici che ritraggono gli angoli più rappresentativi del belpaese.


Piero Cantini, Viareggio, Forte dei Marmi, Lido di Camaiore, Marina di Pietrasanta, 1948, Amilcare Pizzi Spa, Milano, cromolitografia, 62 x 100 cm

Una storia di bellezza e creatività

L’affiche – che negli anni Trenta acquisisce una sua autonomia come genere artistico – ci accompagna in questo viaggio trasversale che racconta la storia, l’evoluzione del gusto, lo sviluppo del design e della creatività tutta italiana. C’è la riviera ligure – pubblicizzata nel manifesto di Luisa Polo, datato al 1933, uno dei pochi dell’epoca a firma femminile destinato alla clientela tedesca, come lasciano intuire le iscrizioni in lingua – e c’è Viareggio con una bagnante dal tipico costume anni Cinquanta che “vola” sul mare a bordo di un’altalena o ancora la spiaggia di Pesaro nel manifesto pubblicitario di Aldo Cigheri.
Restiamo negli anni Cinquanta con il manifesto di Erberto Carboni realizzato in occasione della XXVI Biennale internazionale d’arte di Venezia. Nel nostro viaggio virtuale che celebra il genio italiano e l’evoluzione sociale della penisola influenzata dallo sviluppo turistico incontriamo Roma con il suo Colosseo e ancora Positano e Mantova, evocata dal castello della città sostenuto da tre putti, richiamo ai soggetti affrescati da Andrea Mantegna nella Camera degli Sposi.


Giuseppe Riccobaldi, Mantova, 1948, SAIGA già Barabino & Graeve, Genova, cromolitografia, 7 x 100 cm

La tradizione acquista colore nel simpatico cartellone “pupazzettato” dedicato da Mario Puppo alla storica Sagra del Redentore di Nuoro.
Allo scadere degli anni Novanta, l’Enit iniziò a commissionare ad artisti contemporanei i propri manifesti promozionali. Ed ecco in mostra “Más Italia que nunca”, a firma di Ugo Nespolo nel 1999, una figura stilizzata che sorregge un pianeta terra con l’Italia in evidenza e una colomba della pace.

L’Italia in copertina
Attraverso i corridoi virtuali della mostra arriviamo, clic dopo clic, alla terza sezione che affronta il tema dell’editoria come strumento di comunicazione strategico e medium artistico. L’Enit ne ha fatto un canale di comunicazione privilegiato attraverso un’ampia produzione di riviste, bollettini, periodici, opuscoli, monografie. Le copertine sono vere e proprie opere d’arte, spesso firmate dagli stessi autori dei manifesti. Racchiudono articoli dal sapore retro con donne vestite secondo la moda del tempo, tra paesaggi, auto d’epoca e scene di vita popolare.

Dalla raccolta di fichi d’India alla montagna: una mostra per ritrovare riti e abitudini
Ma la sezione forse più interessante del percorso è l’ultima. In un clic ci ritroviamo davanti a una serie di fotografie tratte dall’archivio storico Enit, scelte per rappresentare ogni regione e permettere al visitatore un tour del Paese tra il reale e l’immaginario.
A Palermo ci uniamo alla raccolta di fichi d’India, a Merano a quella delle mele; raggiungiamo Tropea per una passeggiata in compagnia di una coppia, ed ecco Matera, bellissima, in uno scatto.
Concludiamo il viaggio nella stazione sciistica di Cervinia, 1970. Il materiale esposto è solo un assaggio delle oltre centomila opere conservate nell’archivio storico Enit.

A inaugurare la mostra, Alberto Angela. “L’Italia – ha ribadito il noto divulgatore televisivo – ha la maggiore biodiversità culturale presente sul pianeta, 3mila anni di civiltà ininterrotti. Custodire questo patrimonio vuol dire anche mettere in luce le meraviglie che lo costituiscono. La missione di Enit è fondamentale per rimanere sulla stessa lunghezza d’onda delle generazioni passate”.


Alto Adige, Merano, Raccolte delle mele, 1950/60

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